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Il momento del tiraggio del tessuto.Per leggere l’articolo clicca qui:http://www.seritalialive.com/lanima-della-serigrafia-il-tessuto/

Pubblicato da Seritalia Live srl su venerdì 8 giugno 2018

UN PO’ DI STORIA…

La parola più comunemente usata per definire il “Silk Printing Process” o “Procedimento di stampa a schermo di seta” è Serigrafia e appare subito chiaro che la seta ne costituì l’elemento fondamentale.

Diversi centinaia di anni separano le prime matrici fatte con capelli umani, ed i materiali per serigrafia contemporanei, di alta precisione, basati su fibre sintetiche modificate.

La serigrafia, nonostante ciò, è una tecnica di stampa relativamente nuova, essendo la prima apparizione documentata da una presentazione di brevetto del 1907, in cui Samuel Simons raccomandò una garza di seta (usata per setacciare la farina) come materiale per la matrice.

I tessitori di seta, poco tempo dopo, cominciarono a produrre tessuti destinati alle macchine per serigrafia, permettendo stampe più raffinate ed un migliore controllo dell’inchiostro.

Il sorgere delle fibre sintetiche migliorò la qualità del prodotto e aumentò a dismisura anche la gamma delle potenziali applicazioni.

La serigrafia, originalmente usata dagli artisti, divenne cosi una tecnica industriale di stampa.

Le fibre in poliestere

Le materie prime generalmente usate nei tessuti per serigrafia – “supporti per matrici” secondo la norma DIN 16610 – sono fibre chimiche monofilo fatte di polimeri sintetici.

Le fibre più frequentemente usate sono:

  1. Poliammide, abbreviato a PA
  2. Poliestere, abbreviato a PET

Entrambe appartengono al gruppo di fibre di policondensazione o polimerizzazione. Il gruppo alla quale appartengono, determina le loro proprietà fisiche.

Le proprietà fondamentali delle fibre in poliestere sono:

  • Elevata estensibilità
  • Buona durata meccanica
  • Buona resistenza all’abrasione
  • Elevata resistenza alla luce
  • Insensibilità ai fattori climatici

 

L’allungamento

Le caratteristiche di allungamento sono vitali per le prestazioni del telaio serigrafico perché determinano la procedura di tessitura, la forza del tessuto e la stampabilità del tessuto.

Conseguentemente questi fattori incidono su altri punti essenziali della stampa serigrafica:

  • Registro e precisione dimensionale dell’immagine stampata
  • Comportamento del fuori contatto
  • Adattamento all’oggetto da stampare, importante quando il supporto ha una superficie disuguale o irregolare.

 

L’importanza della geometria del tessuto

La geometria del tessuto descrive tutti gli aspetti bi- e tridimensionali della struttura del tessuto. I fattori di base che la caratterizzano sono 2:

  • Il numero di fili, definito come numero di fili per centimetro.
  • Il diametro del filo, definito come valore teorico, con riferimento al diametro del filo non tessuto. (vedi esempio a fine paragrafo)

Quando si seleziona il tessuto per una particolare applicazione, la geometria del tessuto è più importante della caratteristica di elasticità poiché influenza direttamente la stampabilità di linee fini ed immagini dei retini, la definizione del bordo nella stampale caratteristiche di distribuzione dell’inchiostrola velocità di stampa (in collegamento con la viscosità dell’inchiostro), lo spessore dello strato dell’inchiostro e l’essiccamento dell’inchiostro stesso.

ESEMPIO

Quadro da stampa 65×60, 120-34 giallo

L’esempio descrive un quadro serigrafico di dimensioni pari a 60×65 centimetri, il cui numero di fili è 120, ognuno con un diametro nominale di 34um.

Il tipo di armatura

Il tipo di armatura descrive il modo in cui le fibre della trama e dell’ordito si incrociano una sopra l’altra, ed è espresso con una coppia di numeri. I tessuti per serigrafia possono essere ad armatura semplice, dove il rapporto è 1:1, o ad armatura diagonale, dove il rapporto può essere espresso in più modi ad es. 1:2 o 2:2.

L’apertura delle maglie

L’apertura della maglia è definita come la distanza tra i fili adiacenti dell’ordito o della trama, ed è misurata perpendicolarmente al piano stesso. Questa determina la massima dimensione della particella di inchiostro che passa attraverso la maglia e, perciò, influenza il livello dei dettagli stampati negli originali a tratto e retinati e le caratteristiche di distribuzione dell’inchiostro.

Tessuti bianchi e tessuti gialli

Esponendo un telaio serigrafico alla luce, le aree illuminate si induriscono. I raggi di luce che colpiscono le fibre bianche del tessuto vengo riflessi e si diffondono sotto i bordi neri della pellicola. La luce viene trasmessa anche attraverso le fibre stesse, portando ad una diffrazione ancora maggiore. I risultati se non si calcolano bene i tempi di esposizione possono essere problematici (ad esempio la riduzione delle aree stampate aperte o la trasformazione del colore nell’originale multicolore retinato).

Il tessuto è disponibile in due colori: bianco e giallo caldo. I tempi di esposizione sui tessuti gialli sono del 75/125 per cento più lunghi che sui loro corrispondenti bianchi semplici, a causa di una minore dispersione dovuta alla complementarità tra la luce UV blu e il tessuto giallo caldo.

Lo spremitore in legno

Strumento serigrafico: La Racla In legno 

Lo spremitore in legno o racla è uno strumento serigrafico che serve per spremere l’inchiostro dall’interno all’esterno del quadro serigrafico attraverso le maglie aperte della matrice sull’oggetto o la t-shirt sottostante. Esso consiste in una sagoma di legno scanalata che funziona da manopola ed in una lama di gomma speciale inserita e fissata nella scanalatura.

Lo spremitore in legno per quanto sembri un’attrezzo molto semplice, ha invece una grande importanza e deve essere costruito a regola d’arte.

La manopola di legno deve essere nello stesso tempo leggera e robusta e perciò il miglior legno da usarsi è l’abete essiccato al forno esente da nodi o da imperfezioni. Poichè talvolta si adoperano spremitori in legno lunghi fino a 180 cm è ovvio che il peso abbia grande importanza. La manopola deve avere una sagoma arrotondata per non provocare callosità e vesciche alle mani e la gomma deve adattarsi perfettamente alla scanalatura, in cui può essere fissata con chiodi o viti. E’ della massima importanza che il bordo della gomma che passa sull’inchiostro sia ben diritto, perché, in caso contrario, si avrebbe un deposito di inchiostro ineguale.

Dall’ideazione alla realizzazione dell’opera

L’installazione ideata dall’artista Luminiţa Țăranu, ispirata alla Colonna di Traiano e realizzata in occasione della mostra “Traiano. Costruire l’Impero, creare l’Europa”, verra approfondita nelle sue varie sfaccettature, dal significato alla realizzazione, il 31 maggio 2018. (per maggiori informazioni sul come partecipare cliccate su Mercati di Traiano).

Il messaggio che l’artista, romena di nascita e italiana di adozione, intende trasmettere, è la “mutazione” di significato che avviene nel volgersi della storia: nata per celebrare la conquista della Dacia da parte dei Romani, la Colonna Traiana è diventata nel tempo il simbolo dell’inscindibile legame storico tra l’Italia e la Romania; se nel passato evocava le due guerre portate dall’Imperatore contro Decebalo, il Re dei Daci, oggi il capolavoro romano è anche testimonianza visiva dell’origine del popolo romeno.

stampa manuale

Un semplice fondamentale principio regola l’impiego della racla

La racla o spremitore se si manovra tenendola in posizione verticale,  funziona come un
raschietto e lascia dietro di se il quadro molto pulito, ma non spreme sufficiente inchiostro attraverso le maglie aperte dalla matrice.

D’altra parte tenendola in posizione quasi orizzontale si ottiene il risultato di distendere bene un sottile strato d’inchiostro sulla superficie interna della seta, ma anche in questo caso la pressione non è sufficiente per ottenere un passaggio regolare dell’inchiostro stesso.

Inoltre, tenendo la racla verticale, la seta viene a subire uno stiramento irregolare e dannoso, mentre la posizione orizzontale provoca facilmente macchie e contorni smossi sulla superficie.

Fra le due posizioni estreme e scorrette vi è un angolo abbastanza vasto, intorno ai 45 gradi, entro cui lo spremiture può essere manovrato senza inconvenienti.

La stampa può essere eseguita in due modi e cioè fuori contatto o a contatto momentaneo e a contatto permanente.

Si ha la stampa fuori contatto quando la seta del quadro da stampa viene in contatto solo momentaneamente e localmente con la superficie dell’oggetto da stampare. In tal caso la superficie della seta, in posizione di riposo, dista alcuni millimetri dalla superficie di stampa e il contatto momentaneo è ottenuto per l’effetto della pressione esercitata dallo spremiture sulla seta che, grazie alla sua elasticità, si distacca rapidamente da sola dalla superficie stampata subito dopo il passaggio dello spremiture. La distanza fra la seta e la superficie di stampa varia da 3 a 10 mm, secondo le dimensioni del quadro e la tensione della seta.

Si ha la stampa a contatto permanente, senza correre il rischio di macchiare la stampa, nelle lavorazioni di grandi superfici di fondo; In tal caso è utile sapere che la maggior parte dell’inchiostro si trova ancora fra le maglie del tessuto dopo il passaggio dello spremitore e da queste non esce se non quando si solleva il quadro. Pertanto, è ovvio che l’inchiostro deve avere, in tal caso, una notevole viscosità per liberarsi dalle maglie e rimaner depositato uniformemente sulla superficie da stampa.

Quando un telaio serigrafico o quadro da stampa subisce più lavorazioni perde la sua efficacia e deve essere o rintelaiato o recuperato.  Il processo di recupero è una soluzione che, usando i prodotti giusti nel modo giusto, rende il telaio di nuovo pronto ad altre lavorazioni.

Il procedimento consiste in 2 step principali: 

  1. L’applicazione del gel 2005 per rimuovere la gelatina seccata sulla tela del telaio. 
  2. L’uso combinato del solvente remcopur e la pasta alcalina 2080 per eliminare le immagini fantasma causate dalle precedenti incisioni. 

Per eseguire correttamente il primo punto è essenziale avere un pennello da ritocco. Questo deve essere prima immerso nel gel e poi spalmato sul telaio, il movimento corretto si ha immaginando di formare tanti cerchi mentre si spalma il gel sulla tela sia esternamente che internamente. Conseguentemente il telaio deve essere lasciato a riposo per 5 minuti. Dopo questo breve periodo di tempo si procede sparando un getto d’acqua intenso sul telaio in modo tale da rimuovere tutta la gelatina presente nel tessuto. 

Nel secondo step bisogna bagnare un semplice panno con il remcopur e passarlo più volte sulla tela del telaio sia internamente che esternamente, poi, analogamente al primo step, bisogna passare il pennello impregnato di pasta alcalina sul tessuto e lasciare che faccia effetto.

Dopo 30 minuti sciacquando il telaio per un ultima volta, anche le immagini fantasma spariranno e il quadro da stampa sarà pronto per altre incisioni.  

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