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Come ingelatinare un telaio serigrafico - Seritalia Live

Prima di arrivare al telaio inciso ci sono dei passaggi fondamentali, unmomento importante su cui porre l’attenzione è il momentodell’ingelatinatura.

Pubblicato da Seritalia Live srl su Venerdì 29 marzo 2019

Come ingelatinare un telaio

Prima di arrivare al telaio inciso ci sono dei passaggi fondamentali, un
momento importante su cui porre l’attenzione è il momento dell’ingelatinatura.

Lo spessore di gelatina sul telaio varia a seconda del tipo di lavorazione
e per questo non esiste una ricetta unica per questo tipo di azione.

Possiamo comunque darvi delle massime valide in qualunque caso.

Realizzato il telaio e selezionata la gelatina giusta bisogna trasferirla
sul telaio.

2 fattori che influenzano il processo:

Il deposito di gelatina sul telaio è influenzato da 2 fattori:

  1. Il numero di passate che si effettuano con lo stendi gelatina: più
    passate più gelatina.
  2. L’inclinazione dello stendi gelatina: l’angolo inferiore a 45 gradi crea
    un consistente deposito di gelatina, l’angolo superiore a 45 crea un basso
    deposito di gelatina (generalmente questo posizionamento si usa per
    recuperare la gelatina in eccesso), l’angolo standard si ha intorno ai 45
    gradi.

La prima passata si deve sempre dare internamente ed il primo strato deve
essere sempre asciugato al forno prima di fare i successivi.

Le successive passate devono essere sempre date sul profilo esterno del
telaio e consigliamo di asciugare il telaio ogni 2\3  passaggi.

Telaio serigrafico ad alto spessore

Un esempio di telaio serigrafico ad alto spessore.

Lo spessore che abbiamo dato alla gelatina su questo telaio inciso è di 227 micron.

Creazione del telaio

Questo tipo di telaio serve per realizzare una stampa serigrafica ad alto spessore.

Preparato il telaio tesato a 15 fili abbiamo passato una mano di gelatina su tutta la superficie e successivamente l’abbiamo asciugato al forno.

Per dare spessore all’immagine abbiamo circondato la parte da incidere con 4 strati di scotch, dopodiché, con uno stendi gelatina più piccolo, abbiamo effettuato 40 passaggi di gelatina asciugando il telaio al forno ogni 2 passaggi.

La stampa finale è stata realizzata impiegando due prodotti: lo suede, un rigonfiante per plastici, e il Plast PF giallo flou.

Trasferimento a caldo per la stampa serigrafica

Il Transfer serigraficoIl trasferimento a caldo è un processo che porta al passaggio di uninchiostro (che può essere di diversa natura chimica-fisica) da un supporto ad un’altro.I supporti che prendono parte a questa tecnica sono la carta siliconata edil poliestere.http://www.seritalialive.com/il-trasferimento-a-caldo/

Pubblicato da Seritalia Live srl su Venerdì 8 febbraio 2019

Trasferimento a caldo

Il trasferimento a caldo è un processo che porta al passaggio di un inchiostro (che può essere di diversa natura chimica-fisica) da un supporto ad un’altro.
I supporti che prendono parte a questa tecnica sono la carta siliconata ed il poliestere.

Perche usare questa tecnica?

I principali motivi per scegliere questa tecnica sono:

Per applicare la stessa grafica su diverse tipologie di supporti.
Per effettuare decori in posizioni difficoltose per la stampa diretta.
Per replicare la grafica voluta, in tempi differenti e moderate quantità.

Stampa e trasferimento

La metodologia di stampa è bagnato su asciutto: ogni strato di inchiostro deve essere asciugato prima della sovrastampa del successivo.

La racla utilizzata deve avere una durezza appropriata in funzione
dell’effetto desiderato:

  1. Dura: elevata definizione basso deposito
  2. Morbida: bassa definizione elevato deposito

Il trasferimento sul tessuto avviene per effetto del calore e della
pressione.

Descrizione del processo

Come potete vedere nel video l’inchiostro passa dal poliestere al giacchetto dopo essere stato pressato a 165 gradi per 16 secondi.

Il poliestere trasparente prende parte ai 3 passaggi fondamentali:

  1. Nel primo passaggio l’immagine o la scritta che verra trasferita
    viene stampata in serigrafia.
  2. Nel secondo passaggio viene pressata sul capo d’abbigliamento e
    l’immagine viene trasferita.
  3. Nel terzo passaggio viene data un’ultima pressata per rimuovere la
    colla in eccesso.

Contattaci

Il trasferimento a caldo è un processo complicato che varia rispetto al tipo di lavoro che si deve eseguire. Per informazioni più specifiche non esitare a contattarci.

Lo spremitore in legno

Strumento serigrafico: La Racla In legno 

Lo spremitore in legno o racla è uno strumento serigrafico che serve per spremere l’inchiostro dall’interno all’esterno del quadro da stampa, attraverso le maglie aperte della matrice, sull’oggetto o la t-shirt sottostante. Esso consiste in una sagoma di legno scanalata che funziona da manopola ed in una lama di gomma speciale inserita e fissata nella scanalatura.

Scegliere la qualità

Lo spremitore in legno per quanto sembri un’attrezzo molto semplice, ha invece una grande importanza e deve essere costruito a regola d’arte.

Caratteristiche

La manopola di legno deve essere nello stesso tempo leggera e robusta, perciò il miglior legno da usarsi è l’abete essiccato al forno esente da nodi o da imperfezioni. Poichè talvolta si adoperano spremitori in legno lunghi fino a 180 cm è ovvio che il peso abbia grande importanza. La manopola deve avere una sagoma arrotondata per non provocare callosità e vesciche alle mani e la gomma deve adattarsi perfettamente alla scanalatura. E’ molto importante che il bordo della gomma che passa sull’inchiostro sia ben dritto, perché, in caso contrario, si avrebbe un deposito di inchiostro ineguale.

stampa manuale

Un semplice fondamentale principio regola l’impiego della racla

La racla o spremitore se si manovra tenendola in posizione verticale,  funziona come un
raschietto e lascia dietro di se il quadro molto pulito, ma non spreme sufficiente inchiostro attraverso le maglie aperte dalla matrice.
D’altra parte tenendola in posizione quasi orizzontale si ottiene il risultato di distendere bene un sottile strato d’inchiostro sulla superficie interna della seta, ma anche in questo caso la pressione non è sufficiente per ottenere un passaggio regolare dell’inchiostro stesso.
Inoltre, tenendo la racla verticale, la seta viene a subire uno stiramento irregolare e dannoso, mentre la posizione orizzontale provoca facilmente macchie e contorni smossi sulla superficie.
Fra le due posizioni estreme e scorrette vi è un angolo abbastanza vasto, intorno ai 45 gradi, entro cui lo spremiture può essere manovrato senza inconvenienti.

Stampa fuori contatto e stampa a contatto permanente

La stampa può essere eseguita in due modi: fuori contatto o a contatto momentaneo e a contatto permanente.

Si ha la stampa fuori contatto quando la seta del quadro da stampa viene in contatto solo momentaneamente e localmente con la superficie dell’oggetto da stampare. In tal caso la superficie della seta, in posizione di riposo, dista alcuni millimetri dalla superficie di stampa e il contatto momentaneo è ottenuto per l’effetto della pressione esercitata dallo spremiture sulla seta che, grazie alla sua elasticità, si distacca rapidamente da sola dalla superficie stampata subito dopo il passaggio dello spremiture. La distanza fra la seta e la superficie di stampa varia da 3 a 10 mm, secondo le dimensioni del quadro e la tensione della seta.

Si ha la stampa a contatto permanente, senza correre il rischio di macchiare la stampa, nelle lavorazioni di grandi superfici di fondo; In tal caso è utile sapere che la maggior parte dell’inchiostro si trova ancora fra le maglie del tessuto dopo il passaggio dello spremitore e da queste non esce se non quando si solleva il quadro. Pertanto, è ovvio che l’inchiostro deve avere, in tal caso, una notevole viscosità per liberarsi dalle maglie e rimaner depositato uniformemente sulla superficie da stampa.

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